ORDINE DEL GIUDICE ? LA LEGGE BERSANI? PER GLI OPERATORI DI TELEFONIA NON È CAMBIATO NULLA!

gestore telefonicoOrdine del Giudice ? La Legge Bersani? Per gli operatori di telefonia non è cambiato nulla!

Nonostante una importantissima sentenza del Giudice di Pace di Napoli, la successiva  legge Bersani, un?interrogazione parlamentare in materia presentata dal Senatore Pasetto (Margherita-Ulivo) e l?impegno dell?Aidacon e delle altre associazioni, gli interessi dei consumatori vengono, a tutt?oggi, calpestati dagli operatori di telefonia che aumentano le tariffe e disattivano, senza preavviso, le SIM card non appena sono passati 12 mesi dall?ultima ricarica.

Già il 16 febbraio del 2006 il Giudice di Pace della  X Sezione di Napoli,? Avv. Riccardo De Miro su domanda proposta dai legali dell’Aidacon, Avv.ti Carlo Claps e  Luciano Del Giudice, ha emesso una sentenza ( la prima in tal senso) che dichiarava illegittimo interrompere il servizio in caso di mancata ricarica della scheda telefonica (sim) perché le clausole generali che determinano l?interruzione della fornitura del servizio, come quella prevista da tutti i Gestori di telefonia, in forza della quale in caso di mancata ricarica della carta SIM per 13 mesi, la stessa viene disattivata e non è possibile utilizzare il credito maturato sulla medesima, vanno espressamente approvate per iscritto a pena di inefficacia tra le parti.

Dopo tale sentenza è stato emanato il Decreto 40/2007 – Liberalizzazioni: secondo pacchetto Bersani, entrato in vigore il 3 aprile 2007, che, all?Articolo 1 ?Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet?, recita testualmente ?E’ altresì vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla e non comporta la nullità del contratto?

Sembrava dunque finalmente garantito un fondamentale diritto dei clienti di telefonia ma, purtroppo, le cose non sono andate così. Dopo l?entrata in vigore della Legge citata  il comportamento dei gestori è diventato ancora più aggressivo. La Wind, in particolare ha proceduto alla ?rimodulazione?, cioè all?aumento con decisione unilaterale, delle tariffe Wind 10 e Wind Sempre Light avvertendo i suoi clienti solo via SMS e, talvolta, non avvertendoli affatto. Inoltre non solo non ha abolito la scadenza delle SIM card, ma ha modificato unilateralmente i termini di tale scadenza da 11 mesi di funzionalità completa + 1 di sola ricezione (che poteva servire ai clienti per essere informati della imminente scadenza e correre ai ripari effettuando una ricarica) a 12 mesi di funzionalità completa seguiti da una disattivazione senza alcun preavviso, mentre negli anni precedenti avvertiva dell?imminente disattivazione, sia via SMS che via lettera.
Infine ha reso molto più difficile per i suoi clienti reperire le informazioni riguardanti la scadenza della propria SIM, eliminando tali dati dal sito www.155.it e lasciandole teoricamente disponibili solo attraverso chiamata telefonica al numero 4242. Numero a cui però, di fatto, spesso non risponde nessun operatore, ma sono disponibili solo nastri preregistrati con informazioni generiche e dettagli su nuove promozioni commerciali.
Un?inchiesta realizzata da Simona Carloppi, redattrice del quotidiano romano ?Off? e autrice del libro ?Telefonini che passione!? (edizioni Malatempora), ha evidenziato che, secondo i dati raccolti da Aidacon, Codacons, Adiconsum, Adusbef, Aduc, Adoc, Altroconsumo e Generazione Attiva, all?inizio di luglio erano già migliaia gli utenti danneggiati da questi comportamenti e centinaia i contenziosi in corso.
Per questo, lo scorso 13 luglio, il Senatore Giorgio Pasetto membro della 8ª Commissione parlamentare permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) ha presentato un?interrogazione diretta ai ministri dello Sviluppo economico, delle Comunicazioni, dell?Economia chiedendo se ?tali comportamenti potrebbero configurare modalità illecite adottate per recuperare le perdite di risorse finanziarie derivanti dall?abolizione dei cosiddetti ?costi di ricarica?; ?se il Governo non ritenga opportuna una presa di posizione sulle vicende descritte da parte dell?Autorità Garante delle Telecomunicazioni e se non ritenga opportuno adottare i provvedimenti ritenuti più opportuni per evitare lo snaturamento delle misure previste dal decreto legge n. 40 del 2007 e per tutelare gli interessi dei consumatori nei confronti degli operatori della telefonia mobile che attuano comportamenti in contrasto con lo spirito e il contenuto del suddetto decreto legge.?
Ma non è tutto. Il gestore telefonico HG3, così come segnalato da migliaia di persone, sta disattivando numerose schede sim, con piani tariffari molto vantaggiosi per i consumatori, utilizzando la scusa della mancata ricarica entro i 12 mesi e creando gravissimi danni agli utenti. E? il caso, ad esempio, del  piano tariffario denominato SUPERTUA PIU’.
Inoltre, negli ultimi giorni, la stessa compagnia telefonica ha annunciato che modificherà al rialzo, dal 1° settembre, le tariffe destinate alle carte ricaricabili. E, benché il diritto di recesso dei suoi clienti sia garantito per legge, richiede penali altissime (240 ?) a tutti i coloro che possiedono i cellulari di ?3?.
Ancora una volta, dunque, i diritti dei consumatori e gli intenti del legislatore vengono piegati alla logica del profitto.

L? AIDACON, ha già preparato numerosi atti giudiziari ed è pronta ad adire l?Autorità competente, al fine di tutelare l?interesse degli utenti vessati. Inoltre, l?Associazione invita  tutti i consumatori e l?opinione pubblica a una mobilitazione generale per fermare chi antepone i propri interessi a quelli della collettività, contattando il sito: www.aidacon.it o scrivendo una mail all?indirizzo:  [email protected]

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