Social network: Boom di furti d’identità. Come difendersi

Sono in preoccupante aumento le truffe  online e i cd “furti di identità”.

A lanciare l’allarme è il Presidente Aidacon Consumatori, Avv. Carlo Claps, il quale precisa: “Soprattutto nel periodo del lockdown,  in cui  l’utilizzo dei social network è cresciuto in maniera esponenziale, sono aumentate le truffe online ed i furti di identità.

I social network sono paragonabili ad una vera e propria “piazza virtuale” dove tantissime informazioni  e dati personali sono  immesse e quindi, immediatamente fruibili da chiunque nel web, con la conseguenza che i criminali sono facilitati nel compiere  comportamenti illeciti, approfittando anche dell’ingenuità di molti utenti.

Tantissime segnalazioni relative ai cd furti di identità sono giunte in associazione, precisa ancora Claps, da parte di utenti che, appunto,  hanno denunciato l’esistenza di un secondo profilo, identico al proprio o, addirittura, di una vera e propria intrusione nel profilo personale da parte di terzi, con sostituzione di password ed estromissione dell’utente effettivo.

I furti di identità, spiega ancora l’Avv. Claps, si realizzano ogni qualvolta una informazione relativa a persona fisica o azienda è ottenuta in modo fraudolento allo scopo di assumere l’identità altrui per compiere illeciti.

ll “furto di identità”, che identifica la condotta di colui che sostituisce la propria persona, anche in modo parziale, ad altri, è pericolosissimo, in quanto prevede diverse ipotesi illecite tra le quali:

  • apertura di conti correnti bancari
  • richiesta di rilascio di carte di credito
  • illecito utilizzo dell’altrui identità per realizzare acquisti di beni e servizi, nonché vantaggi finanziari.

Il reato di sostituzione di persona ( 494 c.p.) è un illecito che con le nuove tecnologie è sempre più in aumento.

Tra le denunce più frequenti che in questo periodo, riceviamo in associazione, vi è quella relativa alla creazione di un falso profilo su social network, utilizzando abusivamente l’immagine di una persona del tutto inconsapevole, al fine di comunicare con altri iscritti e di condividere materiale in rete.

Anche in questo caso, spiega ancora Claps,  ci troviamo di fronte al delitto di sostituzione di persona.

In tal senso è intervenuta la Corte di Cassazione, la quale  ha stabilito che

la creazione e utilizzazione di un account su un social network con un nickname di fantasia, associandolo tuttavia all’immagine di un’altra persona costituisce un contegno sufficiente per attribuirsi l’identità della persona offesa, inducendo altresì in errore coloro i quali comunichino con il “falso” profilo tramite chat.

Postare l’immagine altrui al fine di conseguire un vantaggio o recare un danno assume rilievo anche dal punto di vista civilistico, infatti, l’immagine di un soggetto deve essere considerata  sicuramente “dato personale” e il titolare del trattamento dei dati ha l’obbligo di  informare preventivamente l’interessato che  la sua immagine fotografica potrà formare oggetto di trattamento, dando la possibilità all’interessato di esercitare in qualsiasi momento  i diritti previsti dall’art.7 della L.196/2003.

“Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente .”

Non occorre il consenso se la persona è nota e neanche se è fotografata in virtù di qualche ufficio pubblico che ricopre, o per ragioni di giustizia o di polizia, oppure per scopi scientifici, didattici, culturali, oppure perché la riproduzione  è legata a fatti, avvenimenti, cerimonie di pubblico interesse o che comunque si sono svolte in pubblico ( art.97), ma anche nei casi di esclusione, è necessario, comunque, il consenso  dell’interessato, laddove l’esposizione o la messa in commercio possa arrecare danno alla reputazione ed al decoro della persona ritratta (comma 2 – articolo 97).

Cosa fare in caso di furto d’identità

Presentare denuncia circostanziata alle Autorità, possibilmente alla Polizia Postale (www.poliziapostale.it) e alla Guardia di Finanza

E’ consigliabile, inoltre, segnalare i fatti anche all’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it) all’Autorità delle Comunicazioni (www.agcom.it)

Inoltre, è possibile rivolgersi allo sportello Aidacon Consumatori che, attraverso i propri  legali, aiuterà i cittadini nel redigere le denunce da presentare  presso la Polizia Postale, nonché valuterà l’opportunità di agire in giudizio per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti dall’utente.

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