TIM CONDANNATA AL RISARCIMENTO DEL DANNO CAUSATO DALL’INTERRUZIONE SIM CARD E DELL’UTENZA TELEFONICA -PARTE LA CLASS ACTION

gestori telefonici aidaconIl Giudice di Pace di Napoli ha dichiarato vessatorie e nulle le clausole della Carta Servizi TIM nella parte in cui prevedono limiti e vincoli di durata del traffico o del servizio.
Le Compagnie telefoniche, spiega l’Avv. Carlo Claps, Segretario di Aidacon Consumatori – www.aidacon.it, che ha curato il caso con l’Avv. Luciano Del Giudice – dovranno rivedere tutti i contratti di telefonia mobile prepagata, non potranno più interrompere un’utenza in caso di mancata ricarica nei dodici mesi e, nei casi di avvenuta interruzione dovranno restituire tutti i crediti non riscossi dai proprietari delle SIM. La sentenza, quindi, risulta essere innovativa in materia di telefonia ed è destinata a stravolgere tutti i contratti esistenti. In particolare il Giudice di pace di Napoli VII Sez. Dott. Cappiello, ha dichiarato vessatorie e nulle le clausole delle Condizioni Generali della TIM (e di tutti i gestori di telefonia mobile) che prevedono la disattivazione della SIM dopo 12 mesi dall’ultima ricarica, con illegittima ritenzione del credito residuo. Inoltre, il Giudice ha precisato che ai sensi dell’ art. 1341 comma 2 c.c. le clausole generali che determinano la interruzione del servizio come le clausole previste dalla convenuta società in forza delle qual i in caso di mancata ricarica della sim per 12 mesi la stessa viene disattivata e non è possibile utilizzarne il residuo credito, vanno espressamente approvate per iscritto a pena di inefficacia tra le parti. In ogni caso, il Giudice adito ha stabilito che il gestore telefonico, prima di interrompere un’utenza sim, per mancata ricarica nei dodici mesi, non potrà avvisare l’utente con un semplice sms, ma dovrà inviare un avviso formale, come ad esempio una raccomandata !!
Tra l’altro, la sentenza, spiega ancora l’Avv. Carlo Claps, oltre ad interessare tutti i possessori di schede sim prepagate, inciderà anche su tutti i possessori di impianti satellitari per auto ed impianti di antifurto, utilizzati nelle abitazioni, che integrano un commutatore che invia telefonate all’esterno in caso di allarme e che utilizzano schede sim.Infatti, il caso di specie, nasce proprio in quanto un consumatore, in particolare un’automobilista si era rivolto ai legali dell’Aidacon, perchè, a causa di una mancata ricarica nei dodici mesi di una scheda prepagata, installata all’interno dell’apparato satellitare del proprio autoveicolo, la sim era stata disattivata, causando l’automatica inutilizzabilità del servizio satellitare.
In tal senso, la Tim è stata condanna al risarcimento del danno derivante dalla illegittima interruzione del servizio di telefonia e dal conseguente danno derivato dall’inutilizzabilità dell’antifurto satellitare. Dall’esame della sentenza, si potrebbe altresì intuire che in caso di furto dell’autoveicolo la TIM avrebbe dovuto risarcire l’automobilista anche del corrispettivo del valore del veicolo eventualmente rubato. Tra l’altro, molti contratti relativi all’acquisto del servizio di antifurto satellitare prevedono che, in caso di mal funzionamento di quest’ultimo, la Compagnia assicurativa non concede l’indennizzo nel caso di furto.

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